
Mi taglio i capelli da sola
– penso sia punk
ma chissà
Rumino
sono pigra e lenta
non sono gentile
col tempo
e in cambio lui
non é gentile con me
Mangio, bevo
dormo
parlo, amo male
troppo
o troppo poco
e sempre nei momenti
sbagliati
– credo sia rock’n roll
ma chissá
Certi giorni ho fede in Dio e
nell’uomo
nell’impegno civile
nell’igiene mentale
e spirituale
come forma
di resistenza umana
in quei giorni
credo
nella pietà dell’abbraccio
nel prendersi un gelato
In chi offre il vino
e il sorriso
nelle porte aperte
nei letti rifatti
nelle tavole apparecchiate
negli spazi abitati
nel rispetto per il fiore
e per il cane
nel disegno del ragno
e in quello del tempo
Altri giorni mi sveglio
e mi fa male dappertutto
mi manca la forza
per affrontare il mondo
Dicono sia reumatico
psicosomatico
mitocondriale
metabolico
neurologico
reattivo
difensivo
– ma chissà
In quei giorni credo
nei buchi neri
nello scavare della talpa
nella veglia della civetta
nel sonno del baco
nella pelle del serpente
e nella coda della lucertola
come forma
di sopravvivenza
E Non c’é Dio
che tenga
non c’é spazio abitato
che serva
Non c’é vino o sorriso
che valga la pena
– forse un abbraccio
ma chissá
UNO: Non muoversi
non muovere niente
DUE: Lasciar crescere
le unghie e i capelli
TRE: Lasciar crescere i pensieri
senza potarli
e senza ordinarli
Sto immobile nell’ombra
che mi chiama
senza rispondere
e senza voltarmi
per timore
di farmi sasso
sabbia o sale
Serve la pazienza
delle monache
e delle montagne
millenarie
per aspettarsi
e aspettare
che il dolore
muoia di tempo
senza forzarlo
e senza forzare
Serve che la luce
faccia Il suo giro
e torni indietro
per la strada opposta
da cui se n’é andata
siamo questi
e quelli
allo specchio
del cielo
porte aperte
e tavole apparecchiate
tane di talpe
e montagne millenarie
Questi e quelli
stanze buie e luci accese
– ma chissà
